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Le fasi evolutive nel bambino

L’individuo tra i 0 ed i 15 anni fa una serie di cambiamenti così intensi che non si ripeteranno più.

Ogni fase evolutiva che il bambino affronta rappresenta un momento di maggiore tensione e, in ogni momento di maggiore tensione, questi manifesta dei sintomi. Alcuni sintomi appaiono del tutto normali, altri possono essere considerati come "sintomi patologici".

Le fasi evolutive possono essere così suddivise:

0 - 6 anni
: conoscenza del corpo pulsionale;

6 -10 anni: conoscenza del corpo finalizzato al rendimento intellettivo;

11-18 anni: combinazione non integrata degli aspetti pulsionali ed intellettuali.


Primo stadio (0-1 anno)
: allattamento e suo termine. Il bambino passa al cibo solido, può masticare separandosi dal seno materno.


Crisi dello svezzamento
(8 mesi):

Sintomi transitori normali

Sintomi rigidi patologici

Inappetenza con riduzione dell’apporto alimentare

Ritiro marcato dalle relazioni

Pianti prolungati e monotoni

Persistenza di pianti inconsolabili

Perdita di peso

Blocco o grave inibizione dell’attività motoria

Paura degli estranei

Perdita di peso persistente

Disturbi del sonno

 


Secondo stadio (1-3 anni)
: E’ la fase del no, compare una rigida opposizione alle imposizioni dell’adulto per avere una propria individualità/autonomia differenziata dalla dipendenza familiare.


Crisi dell’opposizione
(che poi si rimanifesterà nell’adolescenza):

Segnali di disagio transitori normali

Segnali di disagio rigidi patologici

Fino ad allora era buono e docile, diventa testardo e aggressivo

Persistenza di comportamenti rigidamente oppositivi

Da prevalentemente attivo ora si chiude in se stesso, abbandona i giochi, evita le relazioni

Chiusura e rifiuto sociale

 

Regressione delle recenti acquisizioni

Terzo stadio (3-6 anni): si separa dalle figure genitoriali, consolida il linguaggio, acquisisce il controllo sfinterico, entra in relazione triadica, ha curiosità sessuali e sviluppa il senso del pudore.


Crisi edipica:

Sintomi transitori normali

Sintomi rigidi patologici

Ritardo acquisizione controllo sfinterico (entro i 3 anni non dovrebbe più portare il pannolino)

Enuresi

Distorsioni del linguaggio

Encopresi

Sporadiche balbuzie

Tic, balbuzie

Ansia di separazione

Fobia diurna e notturna

Ansia da castrazione

Rifiuto inserimento scuola (ansia da separazione patologica)

Masturbazione (di conoscenza del corpo)

Si ammala frequentemente (depressione somatizzata, patologia simbiotica?)

Onicofagia

 

Quarto stadio (6-10 anni): scolarizzazione, s’identifica con i pari, ha nuovi modelli di identificazione, sviluppa il pensiero astratto.


Crisi logico-formale
(7-8 anni):

Sintomi transitori normali

Sintomi rigidi patologici

Temporaneo rifiuto scolastico

Marcata chiusura e isolamento dalle relazioni sociali

Difficoltà di apprendimento

Comportamento oppositivo-provocatorio verso genitori e insegnanti

Difficoltà di relazione con adulti e coetanei

Rilevante iperattività o depressione

Tendenza all’isolamento

Comportamenti aggressivi

Scrupolosità per l’ordine o disordine

Caduta rendimento scolastico fino a fuga nella malattia

Tendenza all’iperattività

Ansie (da separazione, da prestazione che è una modalità più evoluta di quella da separazione, ecc.) fobie, ossessività

Crisi di opposizione a genitori e istituzioni

Furto e bugia patologica



Quinto stadio (l’adolescenza)
: si tirano le somme di tutto quello che è avvenuto prima. Il corpo è l’elemento centrale, mediatore dell’immagine di sé e della relazione sociale. L’adolescente vive in conflitto tra la rinuncia del corpo infantile, che attiva temi e vissuti di morte, e la crescita. Il corpo è visto come estraneo, sgradevole, dà disagio. Se l’adolescente ha capacità adattative inizia a curarsi, e ad adattarsi al nuovo corpo; se non le ha il corpo diventa una problematica => Sindrome dello specchio rotto, immagine frammentata del proprio corpo.

L’adolescente esce dalla fase di dipendenza familiare ed adegua il proprio aspetto fisico in base a modelli esterni che gli vengono proposti (immaginari, collettivi, mass media, coetanei). Egli si aggrappa allo specchio degli occhi di chi lo guarda.

Crisi: due tensioni in contrasto tra di loro

Da una parte manifesta

Dall’altra parte manifesta

Intellettualizzazione esasperata

Problemi corporei

Tendenze ascetiche

Difficoltà nella gestione delle pulsioni sessuali ed aggressive emergenti

Problemi sociali

 

 

Sintomi transitori normali

Sintomi rigidi patologici

Opposizione nei confronti dei genitori

Forte variabilità dell’umore (predisposizione verso la depressione)

Critica esasperata

Persistente oppositività

Aumenta il senso estetico

Tendenza al comportamento deviante

Insoddisfazione immagine corporea

Ricerca costante di emozioni forti con funzioni automedicanti (o uso di sostanze come autoterapia)

Labilità emotive e dell’umore

Disturbi del comportamento alimentare

Facilità di cortocircuiti e agiti

Eccessiva timidezza (fobia sociale) o rancore verso il mondo (precursore di psicosi)

Ricerca di esperienze forti (per capire dove può arrivare

Problematicità della sfera sessuale (inibizione sessuale, indifferenziazione sessuale, problemi di identità di genere

 

Tentativi di suicidio

 

Delirio dismorfofobico



L’adolescente innesca una lotta d’indipendenza dai genitori e dagli insegnanti. Egli manifesta dei sintomi che se si verificassero in un qualsiasi altro stadio evolutivo verrebbero considerati patologici.
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